martedì 22 settembre 2015

Centrodestra a Lucca, un importante passo avanti..... con resistenze.....

Ottimi i risultati di partecipazione del centro destra unito nella elezione di secondo grado di queste sciagurate province di Renzi.
Infatti hanno votato tutti gli aventi diritto aderenti nei vari Comuni della Provincia al centro destra.
Il risultato finale è stato molto buono ma non completo ma ciò è dovuto ad una legge assurda e a un metodo di votazione punitivo per le minoranze.
L'importante che tutto il centro destra si sia riconosciuto nella lista unitaria e sia andato a votare, cosa che non è successo per i votanti aderenti al PD.
Questa ripresa del centrodestra ha scombussolato gli arroganti PD che cercano di sviare l'attenzione dalle loro sempre maggiori difficoltà interne, cercando di leggere all'interno dei risultati del centro destra il prevalere di un cordata legata alla vecchia gestione Verdini-Matteoli-Santini a scapito della nuova Bergamini-Mallegni-Marchetti, il tutto sulla base dei risultati delle preferenze che come noto hanno pesi diversi se espresse da Consiglieri di Comuni grandi o Comuni piccoli.
Tralasciando i difetti di questo sistema elettorale, si deve osservare che il nuovo corso di rinnovamento e autonomia politica fortemente voluto dai nuovi esponenti di Forza Italia, dopo le schiaccianti vittorie: elettorale di Marchetti su Santini, Consigliere uscente, di Mallegni a Sindaco di Pietrasanta e del nuovo prestigioso ruolo dell'On.Bergamini dopo la cacciata di Verdini, non può certamente prescindere dal diritto a partecipare e rimanere nel Partito dai vecchi dirigenti, che conservano di diritto posizioni elettorali che si sono conquistate nel passato e che contano ancora.
Forza Italia non può essere come il PD che vuole distruggere tutte le minoranze interne.
Il centrodestra se vuol essere vincente deve essere unito, avendo bisogno di tutti, vecchi e nuovi, l'importante è che la linea di rinnovamento e di presenza politica sul territorio espressa dalla nuova gestione sia portata avanti da tutti e che tutti vi si riconoscano.
Una linea di autonomia che rifiuta la politica di compromissione  e subalternità che la gestione Verdini-Matteoli aveva instaurato in Toscana, verso Renzi e Rossi.